Continua il dibattito dopo la decisione dell’amministrazione di chiudere totalmente la Ztl al passaggio delle auto.
Così l’Associazione Giuseppe Barbieri, la Corporazione Esercenti Centro Storico di Verona e Locatur Associazione Locatori Turistici ed Extralberghiero Veneto ha presentato quella che definisce una una proposta collaborativa comune per il Documento Preliminare del PAT e legata appunto alla chiusura alle auto della Ztl e ai modelli urbani.
All’incontro erano presenti Gian Arnaldo Caleffi, Presidente dell’Associazione Giuseppe Barbieri, Rita Cardurani in rappresentanza di Tiziano Meglioranzi, Presidente dell’Associazione Corporazione Esercenti Centro Storico di Verona, in missione all’estero Edoardo Nestori, Presidente di Veneto Locatur Associazione Locatori Turistici ed Extralberghiero Veneto Daniela Cavallo, esperta di valorizzazione territoriale.
In risposta all’invito dell’Amministrazione Comunale di Verona, le associazioni economiche e sociali hanno contribuito con un documento condiviso.
Esso, si legge in una nota, è testimonianza della necessità di costruire tavoli di lavoro multivisione sul centro storico, attuale parte fragile, volendo sottolinearne l’importanza come Comunità di persone e realtà in cambiamento. E’ necessario, sostengono, governare gli sviluppi senza scelte calate dall’alto ne modelli non idonei. Si suggerisce quindi di lavorare per costruire una visione dove ogni parte della città sia in relazione con il suo totale nell’obiettivo del raggiungimento della qualità della vita soprattutto per gli abitanti, mettendo al centro la persona.
La chiusura alle auto delle Zone a Traffico Limitato (ZTL) è un tema che suscita numerosi vantaggi, ma anche altrettante criticità. Tra i benefici principali, si citano il miglioramento della qualità dell’aria, la riduzione del rumore e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale. Tuttavia, la pedonalizzazione senza un’adeguata pianificazione rischia di creare disagi per residenti e commercianti, aumentare il traffico nelle zone limitrofe e penalizzare alcune categorie sociali.
Le associazioni pertanto propongono un approccio più bilanciato, con ZTL temporanee o parziali, fasce orarie e incentivi per l’uso di trasporti alternativi come il car sharing e un sistema di mobilità integrata.
Ogni azione deve però rientrare in una visione in un modello, deve rispondere alla domanda che città voglio che sia Verona dal punto di vista della vivibilità pertanto, sebbene il modello della città dei 15 minuti, in cui i residenti hanno accesso ai servizi principali entro un breve tragitto a piedi o in bicicletta, stia acquisendo popolarità, esso presenta criticità in contesti italiani, soprattutto nelle città storiche come Verona. Le città italiane, in particolare i centri storici, sono già un esempio di città a km 0. È fondamentale preservare questa unicità, evitando l’introduzione di modelli preconfezionati che non rispondono alle reali esigenze della popolazione.
Le associazioni invitano l’Amministrazione Comunale ad adottare un approccio graduale e condiviso, che contempli soluzioni concrete e sostenibili per il futuro della nostra città.