Si prepara la sfilata dei pezzi da 90 in città, dopo l’incontro al Quirinale con Mattarella. Con l’apertura di Vinitaly saranno a Verona ministri e plenipotenziari che potrebbero dare un impulso importante ad alcune scelte che sono ancora tutte da costruire e stanno facendo impazzire il totonomi. Per esempio per i nuovi vertici della Fiera. Ma anche per il prossimo assetto della Regione in base al futuro del governatore Luca Zaia. Proprio Zaia sarà diviso in quei giorni tra le sciabolate che si incroceranno al congresso della Lega con Salvini e le sciabolate per le bottiglie di Prosecco allo stand del Vinitaly. E il governatore si sa che preferisce sicuramente le seconde.
Con mezzo governo meloniano in Fiera e tanti esponenti anche del centrosinistra, in quei giorni in Fiera si cercherà di trovare una quadra per gli assetti della Fiera visto che i vertici sono da rinnovare con l’assemblea di maggio in cui si approverà il bilancio. Dopo l’uscita molto anticipata di Fondazione Cariverona a sostegno di una riconferma del presidente Bricolo, leghista molto ben visto anche dai ministri meloniani, il sindaco Damiano Tommasi sta cercando spazio di manovra per dare una impronta di centrosinistra alla Fiera. Bricolo, con il quale Tommasi ha buoni rapporti, appare blindato. Ma la maggioranza che sostiene Tommasi, dal Ps a Sinistra italiana chiedono qualcosa di sinistra. Tommasi con la logica del nome condiviso ha già portato Pasini, di centrodestra, alla presidenza della Provincia e il leghista Mantovanelli riconfermato ad Acque Veronesi. Se, dicono i partiti che sostengono il sindaco, va avanti così e con questi risultati, anche la Fiera è persa.
Scenari di fantapolitica: ma su che nomi può puntare Tommasi? Sicuramente il sindaco avrà influenti suggerimenti dai leader nazionali del Pd e dai sindaci di centrosinistra per cui i nomi non gli mancheranno. Ma volendo rimanere in terra veronese, a Palazzo Barbieri non si esclude che per la Fiera si punti a una soluzione, come già avevano anticipato, al femminile. La Fiera è sempre stata un ente a forte caratterizzazione maschile, mentre Tommasi ha fatto della parità di genere e della rappresentanza femminile un suo cavallo di battaglia. Per questo c’è chi in Comune assicura che il sindaco potrebbe tentare di portare ai vertici della Fiera una imprenditrice e tra i nomi che circolano c’è quello della ambasciatrice del vino, Marilisa Allegrini. La Allegrini è già stata prescelta da Tommasi per la Fondazione Arena, ha ottimi rapporti politici e confindustriali, a Villa Della Torre ha ospitato il G7 delle Camere Basse e proprio la competenza nel settore del vino potrebbe essere una carta importante da giocare in un momento così delicato per l’export di fronte ai dazi Usa.
Ma sono tutte supposizioni. Perché si concretizzino ci vuole un accordo di squadra con gli altri soci, vale a dire Cariverona e Camera di commercio. Come dividere i ruoli? Bricolo confermato presidente e Allegrini ad oppure vicepresidente rinunciando all’amministratore delegato? Oppure si tornerebbe a una presidenza di forte rappresentanza internazionale, con Allegrini, affidando a Bricolo il ruolo operativo di amministratore delegato con ampi poteri? Ma va tenuto presente che anche Fratelli d’Italia, che ora esprime il vicepresidente Gelmetti, vorrà entrare in gioco.
Partito il risiko, si aspetta la Meloni. Al Vinitaly previsti colloqui riservatissimi tra Lollobrigida, Giorgetti, Tajani e Urso
Insomma, un risiko sul cui esito saranno determinanti incontri e colloqui, riservatissimi, durante il Vinitaly tra i ministri Lollobrigida, Giorgetti, Tajani, Urso e forse la stessa premier Meloni.
Senza dimenticare la Regione che ha il 5% in Fiera e a Vinitaly non mancherà appunto il governatore Zaia. Anche il suo futuro sarà al centro di questi colloqui per cercare una sintesi per il voto regionale.
Voto che come già scritto potrebbe slittare da quest’autunno alla primavera 2026, addirittura in maggio. Nel frattempo circolano tante ipotesi, visto che Fratelli d’Italia in quanto primo partito rivendica la presidenza ma la Lega non la vuole cedere. E allora si sta ragionando: è più importanti la presidenza con pochi assessori o invece avere il controllo degli assessorati chiave della Regione, dalle infrastrutture alla Sanità e lasciare la presidenza ad altri? In questo scenario, la Lega potrebbe anche ritrovarsi ancora con la presidenza, ma non per Zaia che non avrà il terzo mandato. E allora chi può mettere la Lega al posto di Zaia? Quali sono i nomi forti?
E per avere una presidenza la Lega dovrebbe accettare però che gli assessorati di riferimento vadano in mano a Fratelli d’Italia e Forza Italia.
I meloniani sono il primo partito in Veneto e vogliono contare di conseguenza, i forzisti sono diventati secondo partito della coalizione e il coordinatore veneto Flavio Tosi sta facendo ampia campagna acquisti tra i leghisti che, senza Zaia, temono ormai di rimanere fuori dai giochi.
Per questo diventa importante capire che scelte farà Zaia o quali scelte gli faranno fare per evitare uno scontro fratricida al voto regionale. Tornano a circolare le varie ipotesi, sempre di fantapolitica.
Zaia sindaco di Venezia al posto di Brugnaro: poco entusiasmo. Zaia uomo di peso nel colosso di Stato Leonardo: difficile da realizzare. C’è in realtà un’altra ipotesi molto più percorribile e interessante per convergenza di interessi: il 26 giugno si voterà per il nuovo presidente del Coni e l’attuale Malagò non potrà ripresentarsi. La presidenza del Coni consentirebbe a Zaia di essere protagonista ai Giochi Olimpici Milano Cortina del 2026 anche se non più governatore del Veneto. Ma ci sono ostacoli tecnici: le candidature devono essere presentate entro il 5 giugno e le federazioni non vedono di buon occhio l’arrivo di un estraneo e per di più con caratteristiche così fortemente politiche. E la battaglia è dura: sono già arrivate le candidature di Luciano Buonfiglio, presidente della Federazione canoa e kayak, Ettore Thermes, ex velista e Luca Pancalli, attuale presidente del Cip. Negli ultimi giorni sono emersi anche i nomi di Franco Carraro e Gianni Petrucci. Che c’azzecca Zaia con questo mondo? Si vedrà…
MB