“Dipendenze. Una piaga silenziosa. Come affrontarla?”. E’ il titolo dell’incontro che sabato 1°marzo, nella sede di Habitat 83, in via Mantovana 83, aprirà ufficialmente la quinta edizione del Festival del Giornalismo di Verona.
Un’anteprima dedicata a raccontare e spiegare il mondo delle dipendenze, a capirne le matrici, a riconoscerne i segni, organizzata con il sostegno dei Centri giovanili Don Mazzi, che da anni operano nel supporto e nel recupero di giovani in difficoltà.
La giornata si aprirà alle 15 con i saluti istituzionali seguiti dall’introduzione di Mirco Cittadini, dantista, che attraverso le parole del Sommo Poeta ci condurrà per mano all’interno della tematica delle dipendenze.
A partire dalle 15.30 si alterneranno incontri e dialoghi tra chi al mondo delle dipendenze ha dedicato tutta la propria carriera lavorativa.
Il primo, dalle 15.30 alle 16.15, sarà tra Fabio Lugoboni, direttore dell’Unità Operativa di Medicina delle Dipendenze, e Camillo Smacchia, direttore delle Dipendenze di Bussolengo-Legnago. A moderare la giornalista Mirella Gobbi.
Dalle 16.15 alle 17 i giornalisti Cinzia Inguanta e Federico Bonati, moderati dalla giornalista Erika Funari, racconteranno “Storie di dipendenze” mettendo l’accento sull’importanza del ruolo del giornalismo, sul come se ne parla, in questa narrazione così delicata.
Saranno poi i giovani e la dipendenza tecnologica, quella da smartphone, da iperconnessione, il centro del terzo appuntamento, dalle 17 alle 17.45, della giornata dal titolo “E i nostri ragazzi?”. A confrontarsi, Riccardo Giumelli, sociologo dell’Università di Verona, e Alessio Mauri, psicoterapeuta, con la moderazione della giornalista Alice Martini. A seguire, fino alle 18.30, dialogheranno Emanuele Goldin, della Comunità Terapeutica per Tossicodipendenti Nuova Vita di Vicenza, e Mauro Semenzato, del Centro Soranzo di Tessera, Venezia. Con loro il giornalista Alessandro Bonfante.
“Case History Red Lab: un approccio partecipato alla vulnerabilità”, il penultimo incontro della giornata con Irene Castagna e Roberto Benoni che racconteranno l’esperienza di contrasto alle dipendenze attraverso la fotografia portata avanti all’interno di un campo profughi nel Kurdistan iracheno.
A chiudere, alle 19, la presentazione della mostra personale “Frazioni, Slow Pulsing Deep Time” di Francesco Mina, a cura di Sebastiano Casella, con la direzione artistica di In Habitat APS.
Questa anteprima rappresenta il primo atto del Festival del Giornalismo di Verona 2025, un appuntamento che anno dopo anno si conferma un evento sempre più importante per la città.
Ad inaugurare ufficialmente l’edizione numero cinque sarà Mario Calabresi, giornalista, scrittore, direttore di Chora Media, il 13 marzo alle ore 21 alla Fucina Culturale Macchiavelli che anche quest’anno si preannuncia ricco di incontri, approfondimenti e dibattiti di grande rilevanza sociale. La Rassegna si chiuderà il 16 marzo alle ore 21, sempre alla Fucina Culturale Macchiavelli, con Corrado Augias.